Molto utilizzati ed apprezzati da secoli, in buona parte d’Europa i funghi cardoncelli sono anche tra le varianti più comuni da coltivare, anche da parte nostra, in quanto identificano una difficoltà bassa ed una ottima base per iniziare alla coltivazione di questi importanti quanto nutrienti elementi della cucina, ma non solo.
La coltivazione dei funghi passa attraverso tradizioni e strategie di crescita, oggi appare decisamente facilitata anche in merito ad una maggiore conoscenza degli elementi giusti che favoriscono un ottimo elemento di crescita. Con alcuni trucchi, anche se non siamo disposi a fare reali invesitmenti possiamo coltivare e raccogliere funghi cardoncelli con facilità.
E’ anche utile comprendere quali sono le potenzialità di questa variante, apprezzata sia nella cucina popolare e tradizionale così come in quella gourmet, grazie a delle note di sapore che non lo rendono “invadente” nei piatti ma anzi molto delicato e discreto al palatto. Anche nella conformazione botanica del fungo è inconfondibile.
La definizione di cardoncello
Ha numerosi nomi, anche nelle disparate regioni italiane, essendo molto comune praticamene da sempre in tutta l’area fertile del Mediterraneo ma la sua adattabilità lo ha portato a diventare comune anche in regioni ben lontane come l’Asia e le Americhe. Ha una forma leggermente diversa dal fungo “tipico”, la cappella è poco ampia rispetto al “corpo” che è invece abbasanza spesso.
La cappella ha una superficie scura, tendente al bruno, mentre il fusto è chiaro, tendente al bianco. Molto apprezzato in cucina fin dai tempi di greci e romani, è stato introdotto nel corso di altre nazioni e si trova naturalmente venduto tra i più comuni. La sua buona propensione ad essere adattato alle varie culture culinarie lo rende molto apprezzato.
Diverse coltivazioni del cardoncello si trovano prevalenemente nel centro e nel sud Italia, in quanto ama tendenzialmene clima miti tendenti al caldo. La coltivazione ad ampio respiro viene sviluppata soprattutto in serre quindi in aree ben contornate ma anche ben disitnte in settori, possiamo replicare condizioni ambientali simili ed adatte anche in casa.
Come colitivarli in casa
Possiamo sviluppare una sorta di “mini serra” costituendo una balla fatta di terreno. Possiamo impiegare una cassetta abbastanza grande, scegliere del terriccio ben stagionato, e ben “smosso” evitando uno troppo compatto, che sia ben miscelato con del letame abbastanza maturo, meglio optare su varietà non eccessivamente acide oppure alcaline, che sarebbero troppo per i funghi.
I funghi cardoncelli come tanti altri necessitano di una condizione sterilizzatta, quindi prima di preparare la cassetta, che possiamo sviluppare foderando con un telo di plastica l’interno del conenitore, assicurndolo con colla oppure dei chiodi o simili, dobbiamo assicurarci che il terriccio ed il letame risultino ben sterilizzati (possiamo sistemarli per un po’ nel microonde).
Importante lasciare il telo di plastica “srabordare” per alcuni cm oltre il limite superiore della cassetta, una volta sistemato il tutto, la cassetta andrà inumidita nella parte superiore con uno spruzzino con acqua, e lasciata in un luogo abbastanza umido e lontano dalla luce e da altri disturbi per almeno 2 o 3 setimane così da portare la migliore condizione possibile di crescita.
Seconda fase
E’ una buona idea preventivamente disinfettare la cassetta così da evitare di fare i conti con batteri e marciume radicale. Per farlo possiamo semplicemente pulire in maniera efficace il fondo della cassetta e gli angoli che saranno a contatto con il terriccio, utilizzando acqua ed una piccola quantità di candeggina.
Dopodichè dobbiamo procurarci i miceli di cardoncello, disponibili facilmente ed a costi limitati. Questi vanno innestati facendo dei buchi sulla superficie dell’area del terreno, lasciando almeno una decina di cm di spazio gli uni dagli altri. La cassetta andrà tenuta in una zona ombreggiata ma comunque abbasanza areata in condizioni di temperatura tra i 15 ed i 19 gradi.
Una volta innestati i miceli la superficie andrà ricompattata e tenuta sempre leggermente umida ma mai bagnata, in quanto troppa umidità genera il marciume. Tenendo sotto controllo la situazione per alcune settimane, dovrebbe svilupparsi una sorta di patina biancastra dove abbiamo “seminato” i funghi, sintomo che la crescita è effettivamente iniziata.
Ultimi step
I funghi necessitano di essere quindi mantenuti ad una condizione sempre leggermente umida (vaporizzare con acqua solo quando il terreno si secca) e tenere il tutto abbastanza arieggiato ma senza esporlo alle correnti. I funghi andranno raccolti quando la cappella inizierà ad assottigliarsi, possiamo torcere il fungo delicatamene così da non rovinarne la base e generare altri funghi.
Esistono in commercio anche dei veri e propri “kit” comprensivi già di innesti di miceli dei funghi solo da posizionare negli ambiti giusti. Una balla di funghi se tenuta a dovere e nelle condizioni adatte può generare a lungo funghi da consumare in modo sicuro in cucina. Il cardoncello è uno dei più amati, al punto da essere paragonato ad una forma d’elite di fungo.